domenica 28 aprile 2013

«Contrordine, compagni!» ovvero la dittatura del web

Riprendo un interessante articolo che mi è stato segnalato sul blog Kein Pfusch, e cerco di semplificare il concetto perché sia comprensibile anche ai grillini hubbardiani. Si fa un gran parlare del fatto che il Movimento 5 Stelle sia democratico, tra l'altro, perché nato sul web, dove per definizione - ma è vero? - uno vale uno.

Questo ragionamento ha una falla grande come una casa, che però Grillo - non è il solo - non ha interesse a rilevare. Eppure il senso critico non gli manca! Io valgo quanto te, si dice, perché su Internet il mio personal computer vale quanto il tuo. Chi dice ciò, dimentica - per ignoranza o malafede - che c'è un computer speciale, che vale più degli altri e si chiama server. Chi gestisce l'infrastruttura e chi ha la password del server, detiene il potere e lo esercita.


Un esempio può servire allo scopo di questo articolo, cioè portare il concetto al livello dei creduloni. A tutti sarà capitato di organizzare una macchinata per uscire la sera: si parte in quattro, cinque amici con una vettura sola, per stare in compagnia e soprattutto risparmiare benzina e usura dell'automobile. Ha senso farlo, nonostante la cosa ponga dei limiti: non si può andare realmente dove si vuole, ma soltanto dove ci porta chi tiene il volante in mano; non si può tornare quando si vuole, ma solo quando lui decide di farlo. È concetto che ha un senso economico, ma che limita la democrazia e la libertà. Lo si fa ugualmente, perché all'interno di piccoli gruppi di persone la cosa funziona: tutti hanno un'automobile, oggi guidi tu, domani guido io, è interesse di tutti che sia rispettata la volontà di tutti, il più possibile.
Il server, invece, ce l'hanno in pochi: Grillo, Zuckerberg, Google, eccetera. E chi ha il computer centrale, lo gestisce come crede. La password del server che ospita tutto il Movimento 5 Stelle, in particolare, ce l'ha solo Grillo, lui e il mitologico staff mandano avanti la baracca senza che altri possano entrarci.

La democrazia diretta su Internet è una figura retorica, una mistificazione, che nella pratica non ha valore: se non accetti le regole di iscrizione a Facebook sei fuori, se parli male di Grillo sei fuori, il che ha ben poco di democratico. Per citare a memoria Noam Chomsky, presunto ispiratore dei grillini, esiste un range all'interno del quale ci si può muovere. In democrazia è stretto, per esempio le ali estreme vengono sistematicamente tagliate fuori, emarginate, se possibile ne viene negata l'esistenza stessa. Va da sé che, in dittatura, questo margine di movimento è ancora più esiguo: quindi tu, cittadino a 5 stelle, potrai parlare in tutta libertà, purché tu sostenga il Movimento. Altrimenti sei fuori, e la cosa è giustificata come nelle dittature: remi contro, sei un disfattista, per il bene supremo collettivo è necessario sacrificare un po' di democrazia. Il tutto è sintetizzato dall'efficacissimo «TROLL! KI TI PAGA??? MA BEPPE NON TI HA INSEGNATO NIENTE? SVEGLIAAAAAA !!!!11!1!!!ù». O pensi come Beppe dice che devi pensare, oppure puoi impiccarti fino al lavaggio del cervello di orwelliana memoria. E siccome Beppe detiene la password del server, può fare ciò che vuole di una mente influenzabile. Guardate questo screenshot, preso dalla pagina Siamo la gente, il potere ci temono su Facebook:
La gente ricorda benissimo, e giustamente, il sei per mille prelevato da Amato sui conti correnti nel 1992; ma non ha idea di cos'abbia detto il Maestro due mesi fa esatti. Il passato non serve, perché bisogna credere a quello che Grillo dice ora - non qui, perché lo dice da un server. Il Partito Democratico ha lasciato da subito il pallino in mano al Movimento 5 Stelle, pur avendo le possibilità per metterlo nell'angolo. Ma pensare che, eletto Rodotà, Grillo avrebbe collaborato, è del tutto ingenuo. Lo si era detto per Grasso e la Boldrini, il comico ha semplicemente alzato l'asticella - l'ha fatto una volta, perché non due?

Il modo, poi, in cui è stato dipinto «RO-DO-TÀ!» è indegno di un paese civile, avrebbe avuto senso per «FI-DEL!», forse, ma non per un rispettabile e grigio studioso di partito. È servito allo scopo, però: ieri Bersani veniva schifato, oggi è quello che, non avendo eletto Rodotà, ha rifiutato di collaborare con il Movimento 5 Stelle. Bersani ha provato per due mesi a evitare l'inciucio, Grillo lo ha perseguito, dal suo server ha cambiato la realtà quasi ogni giorno, fino ad arrivare a smentire se stesso - ben sapendo di poterlo fare impunemente, perché è il dittatore del server, è lui che scrive la Storia per il suo Movimento.

Lo ha fatto davvero in modo abile: il colpo di genio è stata la campagna sui troll Schizzi di merda. La tesi era bizzarra: per aumentare la democrazia interna, che porterà al sogno socialista, bisogna limitare la possibilità di intervento indipendente: i seguaci di Beppe Hubbard Grillo sono stati invitati alla delazione come nella grande tradizione della Germania dell'Est, e siccome la loro visione del mondo dipende dal server grillino hanno pensato davvero che denunciare pubblicamente gli oppositori aumentasse la democrazia.

Questa campagna e quella su Rodotà hanno rinsaldato le fila di elettori che stavano cominciando a essere scontenti, hanno ritrasferito la colpa nel campo avversario, hanno fatto dimenticare il passato recente fatto di epurazioni, hanno legittimato la pratica della delazione, hanno cancellato il passato e fatto credere che il vero antidemocratico sia Bersani - che, se vogliamo attribuirgli un difetto, è troppo democratico.

Il tutto è gestito in modo opaco, dittatoriale e umorale, come si confà alle dittature: non serve citare o documentare chi ha votato, quanti lo hanno fatto, è impossibile verificare se davvero la Gabanelli ha vinto le Quirinarie - mentre è possibile chiedere il riconteggio alle elezioni politiche! Con una serie di figure retoriche degne di Omero, 4.000 persone su Internet e qualche altro migliaio in piazza diventano il popolo; chi ti invita a collaborare è uno stalker, chi prende atto che non sei disponibile è un traditore. Il tutto senza mai una domanda, senza mai una risposta. Per gli aspiranti profeti, ieri come oggi, la situazione da ricercare è una folla di seguaci senza reale diritto di pensiero. E possedere la password di un server ha lo stesso valore che aveva ieri il possedere un microfono e gli altoparlanti.

8 commenti:

  1. Risposte
    1. Ti aspetto per qualche altro dibattito ;-)

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  2. Hei .... hai dimenticato il meglio!
    Non riesci a ritrovare quell'articolo in cui rispondeva a coloro che chiedevano un'elezione interna per decidere se dare o meno la fiducia al PD? La dove dichiarava "Se lo fate, io, serenamente, me ne vado"?
    (Con il logo, il sito e lo statuto .... beninteso).

    Stefano C.

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  3. Grillo ha a che fare con tanti giovani e meno giovani di belle speranze, in genere privi di pregresse esperienze politiche. La natura del Movimento è all'antitesi delle scuole di partito di PCI DC PSI ecc... dalle quali sono uscite pressochè tutte le classi politiche italiane. Chi si accostava ai suddetti partiti aveva almeno una vaga idea del proprio orientamento politico. Si veniva istruiti, cresciuti ed instradati dai grandi verso una carriera a tappe, circoscrizioni, Comuni, Regioni, fino ad approdare in Parlamento. Chi ci arrivava pero' era diventato stranamente uguale ai propri padri che da tempo avevano imparato che mescolarsi è doveroso e che la cacca non puzza poi così tanto. A furia di mediare i gialli i rossi i neri sono diventati monocromatici, tendenti al grigio un po' come il governo che si è appena formato in cui tutti (o quasi) sono rigorosamente cattolici, rigorosamente moderati rigorosamente rigorosi insomma. Ti è permesso essere diverso? se pensi che gli interessi del popolo vengano prima dei tuoi, se pensi che sia scandaloso un paese in cui il 10% detiene il 90% della ricchezza, se pensi che sia immorale costringere la gente a sopravvivere con la pensione minima, se vorresti che i tuoi figli trovassero lavoro in Italia invece di dover emigrare, se pensi che una laurea presa col merito e con i sacrifici valga piu' di un paio di gambe allargate alla persona giusta, se pensi che prima di fare la TAV si dovrebbe salvaguardare il patrimonio idrogeologico o quello artistico, se pensi che il ponte sullo stretto serva solo ad arricchire la mafia .... sei fuori da tutti i giochi, sei un diverso, un escluso sei una persona da mettere a tacere. Sono piu' di 40 anni che tanti italiani non si riconoscono in queste istituzioni ed è la prima volta che il dissenso ci è entrato dentro e non è rimasto fuori a spaccare inutilmente le vetrine. Il M5S non puo' fare altro che opposizione perchè se ti mescoli (come gentilmente suggerito da chi dei mescolamenti ne ha fatto un'arte) diventi come gli altri e non hai piu' senso di esistere. Se il M5S avrà un senso lo valuteremo sulla base della sua capacità di fare opposizione che non è una parolaccia ma una parte importante della democrazia riconosciuta anche dalla nostra Costituzione, quell'opposizione che i partiti "democratici" si sono dimostrati fortemente incapaci di fare in questi 20 anni. Per ultimo, chi possiede le password delle TV e dei giornali?

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    1. Ho capito, quindi mangeremo pane e mouse nel futuro. Ma sai che quasi quasi Alba Dorata non è poi così male :-)

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  4. Sì, però:
    1. La prima parte del commento, sono cose tutte da dimostrare, ma che non c'entrano nulla con il mio articolo.
    2. Non credo serva dimostrare che la tv è una dittatura, sul web ci sono invece molti equivoci.

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  5. Il solito discorso... si ma in sudamerica i regimi militari controllano la gente con le telenovelas. I grillini invece sono avanti, la controllano con le telenovelas in streaming

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